Ragazzi andiamo nella tenda? Inizia a tirare vento”
Il cielo promette pioggia ma le tende sono quelle dei militari, non dovrebbe piovere dentro. Non ci preoccupiamo.
Entriamo nella tenda e una distesa di brandine ci attende, 10 da un lato della tenda, le altre 10 di fronte.
I ragazzi corrono per prendere i posti desiderati, o meglio, per lasciare a me lo spazio tra Lapo ed Alessandro che, da oggi pomeriggio, dicono di voler dormire accanto a me.
Siamo 17 ragazzi e 3 ragazze, spesso preferisco la compagnia maschile, trovo le amicizie tra maschio e femmina più sincere, non c’è mai quella competizione che, tra due ragazze, inevitabilmente si crea, ci sono molte eccezioni ma, generalmente, preferisco stare con i ragazzi.
Loro si sono già sistemati nelle tende e, come dicevo prima, a me spetta lo spazio tra Alessandro e Lapo, le altre due mie amiche sono dall’altra parte della tenda, infondo, nemmeno le vedo.
Lapo e Alessandro fanno gli stupidi, fanno finta di toccarmi il culo perché sanno che mi da fastidio e, al duo di scemi, si unisce pure Matteo ma che, fortunatamente, si addormenta poco dopo.
Parliamo tutti insieme fino alle 5 del mattino quando, tutti tranne me ed Alessandro, crollano in un sonno tale e quale a quello di un bambino dopo una giornata al mare.
Noi, gli unici svegli, non riusciamo ad addormentarci perché fori piove e tira vento fortissimo, c’è troppo rumore. A questo caos contribuiscono i tuoni: una delle cose che mi spaventa di più.
Lampo, tuono. Ancora lampo, ancora trono.
Brividi di paura. Ancora brividi di paura.
Ho le lacrime agli occhi e tremo, Alessandro lo nota e mi dice di star tranquilla e, guardando verso l’alto, si sente una goccia cadere sullo zigomo, se lo tocca con l’indice e me lo passa sulle labbra, “Eli, mi piove addosso cazzo!” Ci guardiamo intorno in cerca di una soluzione e vediamo che pure a qualcun altro sta gocciolando addosso, ma così poco che non ne vale la pena svegliarli.
Un’altra goccia sul viso di Alessandro, ne cascheranno un paio al minuto, decisamente troppe. Dobbiamo trovare una soluzione: non c’è modo di ‘toppare’ la tenda, l’unica soluzione è che dorma con qualcuno, “Ale, se ci si stringe ci s’entra tutti e due nella mia brandina, vieni…”
Si alza, non prende il suo sacco a pelo, si infila nel mio.
E’ un sacco a pelo enorme, in due ci entriamo bene, nella brandina stiamo un po’ stretti ma se stiamo vicini forse riusciamo a stare comodi.
Cerchiamo una posizione comoda: Sdraiati sul fianco, lui dietro ed io davanti: Non va bene, con le ginocchia piegate batto sul ferro della brandina.
La stessa posizione ma io dietro: Stesso problema per lui.
Sempre sul fianco ma faccia a faccia: Quasi ci siamo, se non fosse che scivoliamo e ci troviamo sempre così vicini da farci troppo caldo.
“Aspetta, forse so come si potrebbe stare!” Mi sussurra all’orecchio per non svegliare tutti.
Si sdraia a pancia in su, stende un braccio e, prendendomi di peso, mi mette accanto a lui. Mi mette su un fianco, mi prende una coscia e me l’appoggia su di lui, sulla pancia.
Poso la testa sopra Alessandro: La mia guancia sulla sua spalla e la mia fronte sulla sua guancia.
Con il braccio steso mi stringe forte ad ogni tuono e mi accarezza la spalla. Era da tanto che non dormivo abbracciata a qualcuno, non lo ricordavo come un atto così tenero.
Alzo gli occhi e lo guardo, anche se in silenzio, noi ci stiamo dicendo cose che non riusciremo mai a dire con le parole.
“Parlami, parlami, senza dire niente parlami dai, cerca nel cuore.”
Mi sorride e mi bacia una palpebra, poi sul naso, ed infine si avvicina alle labbra, senza baciarmi, si avvicina e mi guarda negli occhi. Faccio io l’ultimo passo, lo bacio, lo bacio a lungo, con le mani tra i suoi capelli setati.
Mille baci che mi fanno persino dimenticare i tuoni.
Sorridiamo mentre ci baciamo.
E’ così bello.
“Parlami davvero dentro questo gelo sentimi davvero che non fa più buio baciami davvero che non casca mica tutto il cielo.
hoancoralaforza, la notte tra il 31 agosto ed il primo settembre.
thebluesuicide:

ilcielobrilladite:

il-respiro-dei-libri:

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MO’ BASTA! TU CON LA STESSA FRASE SCOPPIAZZATA, MOLTO ORIGINALI !! 😑

Quando la gelosia ti rode dentro ahhh.

Il commento di ilcielobrilladite: TOP E BASTA!
( 6 ore fa) • Set 1,2014 → 0 note

Anonimo ha chiesto: Hai giá avuto la tua prima volta? Se sí la potresti raccontare? Sempre se vuoi e se ti va di parlarne

http://hoancoralaforza.tumblr.com/post/90887391231/prima-volta-quante-ce-ne-sono-di-prime-volte Ecco qua!

( 10 ore fa) • Set 1,2014 → 1 nota

Anonimo ha chiesto: C'è una ragazza che scrive vicino al mio ragazzo 'Mio' 'Mia', vorrei dedicarle uno state.. Riferito a queste tipe che scrivono ancora 'MIO' come se fosse una cosa comprata, puoi aiutarmi?

Il classico “Vorrei ricordare alle ragazze che scrivono “mio” e “mia” che siamo nella vita reale, non in una partita di pallavolo!”

Forse alle 7:12 inizia ad essere un problema addormentarsi quando sei in tenda in delle brandine scomodissime con fuori il diluvio.. Forse eh!
( 1 giorno fa) • Ago 31,2014 → 26 note
Un fisico così a me no? Daje de workout
nufiltere:

only——gifs:

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( 1 giorno fa) • Ago 31,2014 → 16 note

Anonimo ha chiesto: Parlami di te

Ne parlerò in terza persona, forse riuscirò a tirare fuori quell’oggettività che spesso mi è difficile considerare.
Elisa ha 16 anni, è nata e vive a Siena, una città bellissima, lei la reputa addirittura la più bella del mondo, non tanto per i monumenti, quanto per la bellezza che c’è dentro i senesi e, soprattutto, per la cultura, per il palio; Elisa ama il palio di Siena e la sua contrada, la giraffa, la contrada bianca e rossa, rossa come il fuoco, la passione, l’amore.
Elisa nella sua vita ha sempre amato poche persone, oltre la sua famiglia ha amato da morire un ragazzo ma, con tutte le forze che ha, sta rinchiudendo quell’amore in una gabbia in un angolo di cuore, Elisa, oltre loro, ama solo la sua migliore amica, Asia e colui che ha scritto e scrive la colonna sonora della sua vita, Ligabue.
Elisa è nata di due kili, era piccola e fragile e non piangeva quand’è nata, ha fatto preoccupare tutti tranne una sola persona, tranne suo nonno che, anche prima di sentirmi piangere, ha cantato “Perché sei viva, viva, così come sei.”, lui sapeva che io ero viva e che lo sarei stata a lungo. Un sesto senso, forse?!
Elisa ama la vita da ventenne nonostante sia molto più piccola, Elisa va a ballare con ragazzi dieci anni più grandi, li bacia, li provoca e ama sentirli fremere dall’eccitazione.
Elisa spesso beve, beve così tanto da star male e ogni volta si ripete che non vorrà bere mai più ma ha la consapevolezza che a distanza di pochi giorni tornerà a sorseggiare vino bianco e tequila.
Elisa, quando beve, oltre a stare male, dice a tutti ciò che pensa, ha detto ha Tiziano che le sembrava uno di quelli bravi a letto, ha detto a Niccolò che è la persona più cattiva e menefreghista che esista, ha detto ad Andrea che, prima o poi, con lui ci sarebbe voluta andare a letto.
Elisa rischia di passare come troia, ma non le interessa, non vede il “fare sesso” come un taboo, ama il sesso, ama sentir la pelle contro la pelle, le labbra sulle labbra, la fronte contro la fronte.
Elisa adora il sesso, lo adora davvero, le piace sottovoce, al buio. Solo i respiri corti di chi un preda all’eccitazione non riesce a controllare il movimento dei polmoni.
Elisa sa che qualcuno leggendo questo penserà che sia una troia, ma sa anche che, nel far sesso, non c’è nulla di male e sa che, chi non lo fa, si perde un mondo meraviglioso fatto di graffi, lividi e brividi lungo da schiena.
Nonostante tutto, Elisa a volte non sopporta il semplice sesso, non sopporta di perdere la testa per qualcuno che con lei dice di far sesso quando lei, con lui, ci fa l’amore.
Elisa odia amare e non essere corrisposta, odia non sapere se, con quel ragazzo, ci fa l’amore o semplice sesso.
Elisa ama il sesso ma vuole l’amore. Vuole qualcuno che le baci la fronte, che la stringa tra le braccia e che la faccia sentire protetta. Elisa non sa se questo amore è un volere o un bisogno. Elisa sa solo che piange ogni notte perché sente la mancanza di un qualcosa, questo qualcosa è un amore vero.

Cristaccio

Adèle Exarchopoulos